AMA Reti Idriche SpA

AMAG Reti idriche è la società del Gruppo AMAG che gestisce il Servizio Idrico Integrato (acquedotto,  fognatura e depurazione). Opera in una vasta
area tra l’Alessandrino, l’Acquese, la Valle Bormida e la Langa Astigiana e soddisfa il fabbisogno idrico di 157.000 abitanti.

AMAG, capofila del Gruppo, è presente sul territorio dal 1976 ed è una società interamente pubblica, partecipata da 56 Comuni e 1 Comunità Montana.
AMAG Reti Idriche nasce nel 2016 dallo scorporo da AMAG della gestione del Servizio Idrico Integrato.

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La captazione

Il prelievo dell’acqua può avvenire mediante pozzi o attraverso la captazione di torrenti o altri corsi d’acqua.

La realizzazione di un pozzo è preceduta da indagini idrogeologiche per verificare la disponibilità dell’acqua presente nel sottosuolo e la sua qualità. Si procede quindi alla trivellazione del terreno per raggiungere una o più falde acquifere situate a profondità diverse, con un diametro variabile tra i 60 e i 100 cm. Nel foro così ottenuto si inserisce un tubo d’acciaio, definito “camicia”, del diametro variabile tra i 20 e i 50 cm. L’acqua  viene sollevata attraverso una pompa sommersa e spinta all’impianto acquedottistico.
L’acqua captata dai pozzi è, nella gran parte dei casi, limpida e priva di sostanze nocive e viene pertanto sottoposta unicamente ad un processo di disinfezione.

L’acqua captata da torrenti o da invasi contiene materiale in sospensione e deve essere sottoposta ad un processo di potabilizzazione prima di essere distribuita. Durante la fase della captazione è sottoposta ad una prima filtrazione, effettuata con una griglia che trattiene il materiale grossolano; si procede poi con una disinfezione primaria con biossido di cloro.

Il processo di potabilizzazione

L’acqua è considerata potabile quando possiamo berla senza correre rischi per la nostra salute, in altre parole quando non contiene impurità, microbi o sostanze inquinanti. Prima di arrivare ai nostri rubinetti, l’acqua deve passare attraverso un processo che serve a eliminare sostanze dannose alla salute umana, eliminare odori e sapori sgradevoli e a renderla limpida.
Il processo di potabilizzazione consiste in:

Flocculazione: si utilizza un flocculante (policloruro di alluminio) che aggrega tra loro le particelle di sostanze in sospensione creando dei “fiocchi”; questa fase viene accelerata da un dispositivo che, mescolando l’acqua con i reagenti, favorisce la formazione dei fiocchi.
Decantazione: avviene in una grande vasca ove i fiocchi si depositano sul fondo e l’acqua limpida viene prelevata in superficie.
Filtrazione: i filtri a sabbia trattengono i piccoli fiocchi sfuggiti al decantatore.
Accumulo: la filtrazione con carboni attivi e disinfezione finale con ipoclorito di sodio fornisce la clorocopertura, in grado di mantenere il potere disinfettante fino al rubinetto e di eliminare eventuali fenomeni di inquinamento che potrebbero verificarsi lungo la rete di distribuzione.

La rete di distribuzione

Uscita dall’impianto di potabilizzazione, l’acqua viene trasportata verso grandi serbatoi e quindi, attraverso tubazioni, verso le nostre case.
AMAG Reti Idriche gestisce 1.612 km di rete di distribuzione dell’acqua.

La pressione di rete varia dai 3,5 bar. per le zone di pianura ai 75 bar. delle aree montane dell’Alta Langa.
In rete sono presenti 150 serbatoi con capacità di accumulo totale di 14.500 mc. di acqua.

Alessandria, Serbatoio Idrico Via Don Bosco

L’acqua viene resa potabile tramite:

  • 9 potabilizzatori
  • 8 impianti a carboni attivi
  • 10 impianti di trattamento chimico delle acque
    (filtri con resine a scambio ionico)
  • 7 filtri per cromo esavalente

I materiali di cui è costituita la rete sono principalmente:

Polietilene 37%
Acciaio 27%
Fibrocemento 24%
PVC meno del 8%
Vetroresina meno del 1%

L’approvvigionamento idrico avviene attraverso l’utilizzo di:

83
POZZI
30
SORGENTI
5
Prese da corsi d’acqua superficiali
1
Lago artificiale

La rete fognaria

La rete fognaria gestita da AMAG Reti Idriche ha un’estensione di 579 km. I materiali di cui è prevalentemente costituita sono:

CLS 64%
Gress meno del 8% (7.5)
Ghisa 2%
Pead meno del 1% (0.5)

Il processo di depurazione

Le acque reflue (o liquami) vengono convogliate negli impianti di depurazione mediante la rete fognaria, costituita dal complesso di canalizzazioni, generalmente sotterranee, destinate a raccogliere ed allontanare da un insediamento abitativo o produttivo le acque superficiali (meteoriche, di lavaggio, ecc.) e le acque provenienti dalle attività, domestiche e produttive.

La rete di fognatura si definisce:

  • a sistema misto (unitario) quando raccoglie nella stessa canalizzazione sia le acque di tempo asciutto (acque nere) sia quelle di pioggia (acque bianche);
  • a sistema separato se le acque di uso domestico e produttivo (acque nere) vengono raccolte in una apposita rete, distinta da quella che raccoglie le acque di scorrimento superficiale (acque bianche).

La rete fognaria gestita da AMAG Reti Idriche è costituita per lo più da tratti misti, articolati in tronchi connessi tra loro, dove l’acqua reflua scorre generalmente per gravità ed, in alcuni casi, grazie alla spinta di pompe.

AMAG Reti Idriche gestisce 50 impianti di sollevamento, di cui 30 monitorati a distanza mediante telecontrollo. L’utilizzo di un impianto di sollevamento è necessario quando il deflusso dell’acqua reflua non può avvenire grazie alla forza di gravità, in quanto non c’è la pendenza minima necessaria. Gli impianti di sollevamento fanno in modo che l’acqua reflua che scorre nella rete fognaria, posta a una profondità inferiore, arrivi ai depuratori, generalmente situati al livello del suolo.

L’acqua reflua viene convogliata attraverso la rete fognaria agli impianti di depurazione dove viene sottoposta a una serie di trattamenti:

  • Grigliatura grossolana e fine: l’acqua reflua passa attraverso apposite griglie dinamiche che trattengono le particelle di dimensione maggiore del diametro dei vagli. Il vagliato grossolano e fine viene smaltito come rifiuto in uscita in impianti autorizzati.
  • Dissabbiatura e disoleatura: l’acqua reflua viene fatta passare in apposite vasche dove viene ripulita dalle sabbie che si depositano sul fondo e da olii e grassi che galleggiano in superficie. Entrambi i flussi sono smaltiti come rifiuti in impianti autorizzati.
  • Sedimentazione primaria (non sempre presente): l’acqua reflua passa in grandi vasche dove una parte della frazione solida si deposita sul fondo per gravità e viene quindi asportata (fango primario) che viene avviato a trattamento separato.
  • Trattamento biologico: l’acqua reflua viene fatta passare in grandi vasche di ossidazione. Qui una popolazione di vari batteri, grazie all’apporto dell’ossigeno soffiato nelle vasche stesse attraverso una rete di piattelli, attacca le sostanze inquinanti biologiche e le demolisce in piccole parti di cui i batteri si nutrono, trasformandole in composti più stabili e meno dannosi per l’ambiente (fase di ossidazione a “fanghi attivi”). In altre parole, la depurazione riproduce, a velocità molto più elevata, i processi che si verificano normalmente in natura. In particolare il ciclo dell’azoto consiste nella trasformazione dei composti ammoniacali in nitriti e nitrati che, grazie all’azione di batteri denitrificanti vengono trasformati in azoto gassoso (fase anossica). Nei depuratori tradizionali le due fasi avvengono in successione in vasche separate; in alternativa si può utilizzare nel processo depurativo la tecnologia dei “cicli alternati in reattore unico” che AMAG Reti Idriche sta introducendo in tutti i principali impianti di depurazione che gestisce.
  • Sedimentazione secondaria: l’acqua reflua contenente i fanghi attivi viene convogliata in vasche successive dove la parte solida si deposita sul fondo (fango secondario). Una parte di questo fango secondario viene ricircolata nelle vasche di ossidazione per mantenere attivo il processo di trattamento biologico mentre la parte restante viene mandata agli ispessitori per il trattamento sino alla produzione di fango parzialmente disidratato come viene conferito come rifiuto in impianti autorizzati.
  • Disinfezione: all’acqua ormai chiarificata si aggiungono sostanze clorate per eliminare i batteri e i virus ancora presenti. A questo punto l’acqua è depurata è può essere scaricata nel corpo ricettore.

Nel bacino servito da AMAG Reti Idriche la depurazione viene effettuata attraverso 130 depuratori, di cui 7 con capacità superiore ai 2.000 abitanti equivalenti e 123 con capacità inferiore ai 2.000 abitanti equivalenti; inoltre sono attive 108 fosse Imhoff.

La quantità di acqua depurata in media è di 14 milioni mc/anno.

L’impianto più importante è quello di Alessandria, situato nel quartiere Orti, che serve attualmente circa 89.000 AE e ha potenzialità per servirne 110.000

Segue il depuratore di Acqui Terme che serve oggi circa 30.000 AE ed è progettato per servirne 57.000.

Nota: Abitante equivalente (AE) è il carico inquinante derivato da un’utenza civile o assimilabile a questa. Infatti nella rete fognaria vengono convogliati anche i liquami derivanti dalle attività commerciali e produttive. La valutazione del relativo carico inquinante è ottenuto mediante l’individuazione di una popolazione fittizia (AE) che produce un carico inquinante complessivamente equivalente a quello delle acque reflue di natura non civile.

Il laboratorio analisi 

Fondamentale è il ruolo del laboratorio analisi interno. È compito del laboratorio vigilare e, attraverso le analisi, valutare la corretta operatività degli impianti stessi e quindi la qualità delle acque fornite alla popolazione per gli usi potabili e degli scarichi nei corpi recettori: annualmente vengono effettuate circa 3.000 analisi, arrivando complessivamente a determinare circa 28.000 parametri. Inoltre, effettua consulenze e verifiche in base alle richieste di Enti Locali, aziende e privati.

AMAG Reti Idriche consiglia di bere l’acqua del rubinetto perché:

  • È sicura e controllata
  • È ricca di calcio e sali minerali, fondamentali per la salute; si può annullare il sapore del cloro lasciando
    semplicemente riposare l’acqua in una caraffa
  • Arriva direttamente a casa
  • Fa risparmiare
  • Fa bene all’ambiente; al contrario, l’uso di acqua in bottiglia di plastica produce enormi quantitativi di rifiuti ed è causa di inquinamento atmosferico perché deve essere trasportata su ruota.

L’acqua è indispensabile e deve essere usata senza sprechi.

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Il telecontrollo

Per telegestione s’intende l’insieme delle apparecchiature e dei sistemi che utilizzano le tecnologie dell’informatica e delle teletrasmissioni al fine di effettuare un controllo a distanza di impianti tecnici geograficamente distribuiti od isolati.

La telegestione mette a disposizione dei gestori di impianti “sistemi di telecontrollo” i cui principali obiettivi sono:

  • Riduzione dei tempi di intervento in caso di guasto, con conseguente miglioramento del servizio e maggiore salvaguardia degli impianti
  • Gestione ottimale degli impianti finalizzata al miglioramento del servizio
  • Controllo della funzionalità della strumentazione nei vari impianti
  • Programmazione della manutenzione in funzione delle durate e delle condizioni di funzionamento effettive dei vari organi
  • Riduzione dei costi di gestione
  • Raccolta di dati statistici
  • Monitoraggio dei parametri di qualità dei processi gestiti.

Un “sistema di telecontrollo” non è un “prodotto” ma una “soluzione”; è l’integrazione di prodotti o meglio apparati e strumenti diversi (informatici, elettrostrumentali) sviluppati appositamente per il processo che si vuole telegestire. Installare un sistema di telecontrollo o di automazione, significa introdurre un nuovo “sistema nervoso” nella complessa struttura organizzativa quale quella propria di un ente gestore dei servizi di pubblica utilità.

In questa ottica nel 1992 è stato installato un primo sistema di telecontrollo (sistema detto DS2000). All’epoca i sistemi informatici erano abbastanza “statici”, l’impulso verso nuovi prodotti (processori per calcolatori e linee di comunicazione alternative) è cosa recente. Il DS2000 era un sistema rigido con tutta l’intelligenza residente al centro, interagente con i periferici remoti solo tramite linea telefonica dedicata. Questo sistema utilizzava un protocollo di comunicazione centro-periferia di tipo proprietario e sottendeva un solo tipo di periferica remota detta TD 065. Tecnicamente era un sistema ridondato con riserva calda del supervisore al centro (tramite rete decnet a 10 Mbit/sec) per gestire sempre il campo anche in caso di guasto del calcolatore master. Con l’obiettivo di meglio rispondere alle attuali e future esigenze aziendali si è deciso di rimodernare, ma sarebbe più opportuno dire “potenziare”, il sistema di telecontrollo con quanto di meglio offre oggi il mercato.

 Il nuovo TG8000, installato nel 2002, è invece un sistema flessibile in grado di avere sia intelligenza propria sia intelligenza distribuita sul campo. Interagisce con i periferici tramite linea telefonica dedicata o commutata o linea cellulare oppure trasmissione su frequenze radio anche utilizzando tutti i supporti di trasmissione contemporaneamente.

 Supporta periferici in grado di essere installati indifferentemente su:

  • Distribuzione di acqua potabile
  • Distribuzione gas
  • Depurazione
  • Riscaldamento urbano
  • Elettricità Illuminazione pubblica

 Il TG8000 è un sistema ridondato con riserva calda del supervisore al centro (tramite LAN a 100 Mbit/sec), attraverso cui è possibile esportare i dati statistici raccolti in formato ASCII e poi convertirli su PC esterno in Excel e organizzare gli archivi in modo da ottenere file esportabili sulla rete aziendale in fase di realizzazione ed in sinergia con il GIS aziendale.

L’ architettura del nuovo sistema è così definita:

Tale sistema è in grado di funzionare senza presidio di personale ed è in grado di segnalare anomalie del campo, tramite sistema di sintesi vocale, al centralino aziendale che allerterà il personale preposto al ripristino della corretta funzionalità degli impianti. A solo titolo esemplificativo si può ricordare che l’introduzione del sistema di telecontrollo nel 1992 portò una riduzione delle spese elettriche aziendali relativamente ai primi anni di gestione di circa il 10%. Nella zona della “Fraschetta” non si sono ridotti i costi ma si è elevata la pressione di esercizio ed oggi, senza telecontrollo, non sarebbe possibile gestire il complesso intreccio di controlavaggio dei filtri posti per rendere potabile l’acqua in quella zona. L’introduzione del sistema di telecontrollo sugli impianti dei Comuni di Borgoratto e Frascaro ha portato ad un miglioramento del servizio e ad una riduzione nei consumi di energia elettrica di circa il 20% rispetto all’identica situazione prima dell’installazione.

Rete Idrica AGC

AMAG Reti Idriche, Gestione Acqua e Comuni Riuniti Belforte Monferrato – le società titolari della gestione del servizio idrico integrato nel territorio dell’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale Egato6 – hanno sottoscritto nel novembre 2019 un contratto di rete denominato “Rete Idrica AGC” . Il contratto di rete ha soggettività giuridica e ha come finalità la gestione del servizio idrico integrato; è lo strumento ottimale per operare in maniera sinergica ed effettuare gli opportuni investimenti infrastrutturali, da qui al 2034, fondamentali per garantire alla popolazione un servizio idrico in continuo miglioramento. Paolo Arrobbio, Presidente di AMAG, presiede il Comitato di Gestione della Rete Idrica AGC fino al 2022.

Rete Utility Alliance del Piemonte

La rete è la naturale evoluzione della rete di imprese fra i gestori pubblici del servizio idrico integrato -Water Alliance Acque del Piemonte. Ne fanno parte 14 società che gestiscono i servizi pubblici locali, legati all’ambiente e all’energia, e che forniscono il servizio idrico a oltre 3,5 milioni di abitanti, l’80% circa della popolazione piemontese . Water Alliance è uno strumento innovativo che consente alle aziende aderenti che vantano un forte radicamento sul territorio di conseguire una maggiore efficienza gestionale. Un esempio concreto si riflette nelle gare per le forniture di beni e servizi: dall’energia elettrica e gas, al carburante per le vetture di servizio, ai sistemi informatici ai prodotti chimici impiegati per il trattamento delle acque.

APE Aqua Publica Europea

AMAG Reti Idriche aderisce dal 2019 ad Aqua Publica Europea (APE), l’Associazione europea per la gestione dell’acqua pubblica. Si tratta di un organismo internazionale che ha come sua mission specifica la tutela dell’acqua, bene comune da gestire in modo responsabile e solidale, perché all’acqua tutti hanno diritto.  Questa partecipazione consente ad Amag Reti Idriche di consolidare progetti e strategie sempre fortemente radicate al nostro ambito di riferimento, ma con un ‘respiro’ e un terreno di confronto europeo

L’APE raccoglie le migliori eccellenze europee del comparto acqua: a livello piemontese ne fanno parte, oltre a AMAG Reti Idriche, altre primarie realtà come Smat Torino e Acqua Novara VCO.

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